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  • Silver Startupper: Quando l’esperienza fa davvero la differenza (anche nell’AI)

    Silver Startupper: Quando l’esperienza fa davvero la differenza (anche nell’AI)

    Siamo abituati a immaginare gli startupper come giovani ventenni, entusiasti e privi di timori, ma oggi dati e realtà ci dicono qualcosa di diverso: l’età media dei fondatori di startup di successo si aggira sui 45 anni.

    Per anni, il messaggio diffuso è stato chiaro: “l’innovazione appartiene ai giovani”. Ma basta guardarsi intorno per capire che la narrativa sta cambiando. Herbert Boyer fondò Genentech, poi valutata 47 miliardi di dollari, quando aveva 40 anni; David Duffield avviò Workday a 64 anni, creando un colosso oggi valutato oltre 43 miliardi. Persino nel settore dell’intelligenza artificiale si inizia a comprendere che l’esperienza non è un ostacolo, bensì un vantaggio competitivo.

    I fondatori senior portano al tavolo qualcosa di unico: l’esperienza accumulata negli anni, una profonda conoscenza del mercato e, soprattutto, una gestione matura del fallimento. Dopo aver già sperimentato le insidie del mercato e vissuto sulla propria pelle almeno un insuccesso, chi supera una certa età affronta le nuove sfide con una consapevolezza diversa. Sa cosa evitare, quali rischi correre e soprattutto come affrontare i momenti difficili.

    Questa maturità si riflette direttamente anche nella gestione finanziaria: gli imprenditori senior hanno esperienza, sono più cauti con i capitali e dispongono di reti di contatti consolidate, aspetti cruciali per una startup che vuole crescere rapidamente.

    Eppure, nonostante questi vantaggi evidenti, in Italia persiste una sorta di discriminazione anagrafica. Le istituzioni puntano quasi esclusivamente sui giovani under 40 e sulle donne, ignorando completamente l’enorme potenziale dell’esperienza che possono apportare gli imprenditori maturi. Oggi, infatti, non esiste praticamente nessun incentivo pubblico italiano specificamente rivolto agli imprenditori che superano i 55 anni, mentre per donne e giovani sotto i 35 anni sono stati stanziati centinaia di milioni di euro tramite il PNRR.

    Personalmente, ho sperimentato quanto possa essere frustrante cercare risorse per avviare progetti innovativi nel nostro paese in generale e specialmente superati certi limiti di età, tuttavia, questa esperienza mi ha spinto ancora di più verso l’innovazione, portandomi a creare u-prompt, una piattaforma destinata a democratizzare l’accesso corretto e professionale all’intelligenza artificiale, la prima del suo genere in Italia e probabilmente in Europa.

    u-prompt ha già un chatbot multicanale che fa risparmiare almeno 40€ al mese ai professionisti, ma presenterà un agente-chatbot innovativo capace di replicare tutte le funzionalità avanzate dei principali strumenti AI presenti oggi sul mercato, ad una frazione del costo attuale. Questo consentirà ai professionisti del settore di risparmiare da un minimo di 100€ fino a 800€ al mese, mentre gli appassionati e gli hobbisti potranno finalmente accedere a tecnologie AI finora economicamente fuori dalla loro portata.

    L’MVP di questo agente-chatbot è già disponibile per chi vorrebbe investire nella start-up.

    Un tasso di successo del 70%
    Tra gli oltre 1,5 milioni di imprenditori nel mondo, quelli sopra i 50 anni hanno maggiori probabilità di avere successo rispetto alle controparti più giovani. Oggi negli Stati Uniti un’impresa su tre è avviata da qualcuno di 50 o più anni. Ma c’è di più. Se solo il 28% delle start up create dai giovani durano più di tre anni, per quelle accese da over 60 il tasso di successo è del 70 per cento. È quanto mette nero su bianco il rapporto “The Longevity Economy” realizzato dall’Aarp and Oxford Economics. «Poter fisicamente e psicologicamente lavorare significa anzitutto riconoscere il proprio contributo alla società di cui si è parte, poter produrre reddito, non gravare sulle pensioni e quindi sui giovani per dover finanziare i più vecchi. Significa anche avere capacità di spesa, permettere all’economia di rimanere in un ciclo attivo», precisa Palmarini, che prospetta un futuro ancora più determinato dalla generazione silver.

    Come correttamente riportato nell’articolo su Sole24Ore e non mi sento affatto escluso dalla corsa all’innovazione per via della mia età, al contrario, sono convinto che proprio l’esperienza maturata negli anni possa fare la differenza nella capacità di leggere il mercato, anticipare i bisogni degli utenti e costruire soluzioni realmente efficaci.

    u-prompt è il risultato di questa convinzione, un progetto che mostra chiaramente come il valore dell’esperienza, del fallimento e della resilienza possa tradursi in innovazioni concrete e di successo, sfidando ogni pregiudizio anagrafico.

  • l’AI ucciderà Google?

    l’AI ucciderà Google?

    L’algoritmo con cui funziona il motore di ricerca di Google può tranquillamente sopravvivere all’AI, pertanto sono sempre stato scettico sulla longevità dell’algoritmo del motore di ricerca… ma:

    pare che il modo in cui cerchiamo informazioni online sta cambiando.

    Una recente analisi ha mostrato che oltre il 50% delle ricerche su Google si conclude senza clic (che è la base di funzionamento di quell’algoritmo). Tra i motivi c’è il fatto che spesso gli utenti trovano risposte direttamente nella pagina dei risultati.

    Infine è significativo il rapido aumento degli utenti che si affidano direttamente all’intelligenza artificiale senza passare dal motore di ricerca.

    Mentre per gli utenti finali è tutto grasso che cola, per chi vive esclusivamente di traffico organico basato su Google è un problema. Se oltre il 40% del traffico del sito arriva ancora da Google, potrebbe succedere che venga eliminato direttamente dalle risposte sintetizzate delle AI.

    Scrivere per i modelli, non per i motori

    La soluzione potrebbe non essere più “ottimizzare per l’algoritmo di Google”, ma creare contenuti pensati per essere letti, compresi e utilizzati dalle intelligenze artificiali, ovvero diventare una fonte autorevole citata direttamente nelle risposte generate dagli LLM (Large Language Models).

    Google continuerà a servire per ricerche specifiche, come trovare siti ufficiali, documenti o pagine precise. Ma per sintesi, ragionamenti e analisi, l’intelligenza artificiale è già un passo avanti.

    Dunque quale sarà il futuro del controllo dei contenuti?

    Il classico file robots.txt, usato dai siti web per indicare ai motori di ricerca quali contenuti possono essere indicizzati, potrebbe presto evolversi in llms.txt. Questo nuovo file, proposto recentemente, è concepito per regolare l’accesso ai contenuti web da parte dei modelli linguistici come ChatGPT e Bard.

    llms.txt nasce proprio per rispondere a una domanda cruciale:

    come impedire (o favorire) l’utilizzo dei propri contenuti da parte delle intelligenze artificiali?

    Tuttavia, allo stato attuale è soltanto una proposta senza valore pratico immediato, poiché nessun grande player dell’AI ha ancora ufficialmente adottato questo standard.

    Cosa possono fare le aziende oggi?

    In attesa di sviluppi le aziende dovrebbero:

    • Continuare a usare robots.txt per gestire l’accesso dei bot AI noti, come GPTBot.
    • Valutare attentamente quali contenuti consentire o bloccare.
    • Monitorare regolarmente i log del server per tracciare l’attività dei bot delle AI.
    • Mantenere un’alta qualità e autorevolezza dei contenuti, perché le AI riescono a identificare le fonti più affidabili (e se i tuoi contenuti sono generati dall’AI).

    I miei 2c sull’approccio vincente: sarà quello flessibile e proattivo. In pratica prepararsi oggi per essere pronti domani, informarsi sempre e prepararsi a strumenti come llms.txt che potrebbero diventare essenziali a breve.


  • Creare, non seguire – Lezioni dal mio percorso imprenditoriale

    Creare, non seguire – Lezioni dal mio percorso imprenditoriale

    L’innovazione parte da dentro, non dalla moda del momento

    Spesso si pensa che fare impresa significhi inseguire trend o replicare quello che “va di moda”. Ma come sottolinea bene Alessandro Benetton, “Penso che inventare qualcosa di nuovo (non innovativo ma nuovo) sia veramente difficile”

    Da anni, quando penso o immagino ogni mio primo progetto, parto dalla consapevolezza non sta nell’agganciarmi alle tendenze mainstream, ma nel creare valore da zero: osservando bisogni reali, sperimentando strade mai battute, e restando fedele alla mia visione.

    Benetton lo ribadisce: imprenditore significa avere coraggio, indipendenza e discontinuità, dissentire e costruire percorsi non lineari e per me ha ragione.

    Il momento della mia svolta è arrivato quando ho deciso di non seguire gli altri, ma di provarci da solo, imparando strada facendo, anche sbagliando.

    Le cose più significative sono nate così: da una consapevolezza profonda, dall’ascolto di stimoli esterni, da una fusione tra audacia e metodo, con l’intento di risolvere un problema e trarne il massimo vantaggio per tutti, azienda e cliente:

    Teche Rai
    DocuBox
    Flussu
    Medigenium
    u-prompt

    Se sei un imprenditore o stai iniziando un progetto, il consiglio è semplice: non inseguire la moda, ma coltiva qualcosa di tuo. Coltiva la discontinuità, resta fedele alla tua visione, e costruisci valore.

    I veri risultati arrivano quando intrecci coraggio e metodo, anche se ti dicono che sei “troppo avanti”, come fanno con me, non cambiare, combatti le menti vecchie!

  • Aldo BOT

    Aldo BOT

    Aldo BOT: il tuo assistente digitale, sicuro e intelligente

    In un mondo sempre più connesso e digitale, avere un assistente virtuale in grado di semplificare il lavoro quotidiano è ormai indispensabile. Aldo BOT è proprio questo: un assistente digitale evoluto che sfrutta il potere dell’intelligenza artificiale per automatizzare e gestire molte delle tue attività quotidiane.

    Potenza dell’AI, sicurezza dei tuoi dati

    Aldo BOT è ovviamente alimentato dall’intelligenza artificiale, ma con una caratteristica fondamentale: i dati personali non entrano mai direttamente in contatto con l’AI. Tutte le informazioni sensibili sono infatti accuratamente isolate, gestite da processi separati e rigorosamente conformi al regolamento GDPR.

    Grazie a questa netta separazione, Aldo BOT può garantirti l’efficienza e la precisione nelle risposte insieme al rispetto assoluto della privacy e la massima sicurezza dei dati personali raccolti.

    Workflow open source: trasparenza e controllo

    Come fa? Utilizza FLUSSU, un workflow open source che permette di vedere separare AI da profilazione e di controllare come vengono trattate le informazioni, assicurando la massima trasparenza.

    Scegliere una soluzione open source significa poter verificare personalmente come le informazioni sono trattate e avere certezze che sia fatto nel modo più sicuro possibile.

    Scegli l’intelligenza artificiale che preferisci

    Aldo BOT offre la flessibilità di scegliere l’intelligenza artificiale da utilizzare in background tra le migliori disponibili sul mercato, come ChatGPT, Claude, DeepSeek, Gemini o Grok. In questo modo puoi adattare Aldo BOT alle specifiche esigenze della tua attività.

    Progettato per essere adattabile

    Aldo BOT è stato costruito con tecnologie specifiche (workflow FLUSSU e AI multiple tra le quali scegliere: ChatGPT, Claude, DeepSeek, Gemini e Grok) proprio per consentire una facile adattabilità e personalizzazione per qualsiasi esigenza lavorativa. Questo approccio ti permette di sfruttare immediatamente tutte le potenzialità dell’assistente senza dover affrontare i tre anni uomo necessari inizialmente per il suo sviluppo.

    Cosa può fare Aldo BOT per te?

    • Rispondere alle richieste dei clienti 24/7.
    • Organizzare appuntamenti e meeting.
    • Automatizzare attività ripetitive come invio di email e SMS.
    • Inoltrare documenti importanti in totale sicurezza.
    • Profilare utenti.
    • Compilare e fare sottoscrivere contratti
    • Eseguire pagamenti.

    Tutto ciò avviene con la semplicità di utilizzo che contraddistingue Aldo BOT: non dovrai preoccuparti della complessità tecnica, penserà lui a tutto.

    Un risultato frutto di anni di lavoro

    Per arrivare alla realizzazione di Aldo BOT, con l’integrazione del workflow FLUSSU, le diverse opzioni di intelligenza artificiale e la creazione di un’interfaccia utente intuitiva e sicura, sono stati necessari circa tre anni di lavoro uomo. Un impegno importante, volto a garantire un prodotto finale affidabile e performante.

    Il mio personale risultato, frutto di diversi anni di lavoro e innovazione

    Per arrivare alla realizzazione di Aldo BOT, con l’integrazione del workflow FLUSSU, le diverse opzioni di intelligenza artificiale e la creazione di un’interfaccia utente intuitiva e sicura, sono stati necessari circa tre anni di lavoro uomo. Un impegno importante, volto a garantire un prodotto finale affidabile e performante.

    Per saperne di più:

    Se desideri maggiori informazioni su Aldo BOT, puoi chiedere direttamente al chatbot presente qui sul nostro blog, è Aldo BOT adattato a questo sito. Puoi ovviamente chiedergli di fissare una call con noi per approfondire personalmente tutte le potenzialità di questo innovativo assistente digitale.

    Con Aldo BOT, l’intelligenza artificiale diventa un vero alleato quotidiano, senza compromessi sulla sicurezza e la riservatezza dei tuoi dati.

  • Il libro si sceglie dalla copertina? Anche un post.

    Il libro si sceglie dalla copertina? Anche un post.

    Ogni contenuto che produci racconta una storia, e ogni storia merita immagini in grado di renderla viva. Dal momento che ormai quasi tutte le piattaforme permettono di creare facilmente immagini e video, è arrivata l’ora di imparare davvero a sfruttare al massimo questa opportunità.

    Usare scene visive ben progettate che catturano l’attenzione e stimolano l’interesse del lettore è fondamentale per connettersi emotivamente con il tuo pubblico. Per questo motivo, sul mio blog aiuto sia chi è alle prime armi con l’AI, sia chi ha già esperienza, a padroneggiare questi strumenti con semplicità ed efficacia.

    Generare sequenze di immagini coerenti può apparire complesso, ma con lo script interattivo che ho sviluppato ti guiderò passo dopo passo nella creazione di uno storyboard coerente e coinvolgente. L’obiettivo è trasformare il tuo prossimo post in una storia illustrata, migliorando significativamente l’esperienza del lettore e potenziando il tuo messaggio.

    Lo script è progettato con la massima semplicità: basta copiarlo da qui e incollarlo nella chat di qualsiasi piattaforma AI (come ChatGPT, Claude, Gemini) per ottenere, guidato dall’intelligenza artificiale, esattamente le immagini giuste per raccontare al meglio la tua storia.

    Iniziamo a far parlare le immagini per te:

    Esegui questo script in modo interattivo con l'obiettivo di creare di una sequenza di immagini illustrate su misura per il seguente post:
    
    ---
    (Trascrivi QUI il testo del tuo post)
    ---
    
    [Prima Fase: Impostazione]
    
    Contesto:
    Chiedimi il contesto o ambientazione principale (es. ufficio moderno, casa accogliente, città futuristica, ambiente naturale, scuola, ecc.).
    
    Quando ti avrò risposto, chiedimi lo stile visivo che preferisco per tutta la sequenza (fumettistico, semi-realistico, minimalista, acquerello, pixel art, bianco e nero, ecc.).
    
    Quando ti avrò risposto, chiedimi il formato e l’inquadratura desiderata per le immagini (es. orizzontale, verticale, quadrato, inquadratura da vicino, da lontano, dall’alto, ecc.).
    
    Quando ti avrò risposto, chiedimi anche se ci sono elementi ricorrenti/personaggi che devono comparire in tutte le immagini (ad esempio una specifica persona, oggetti, animali, colori dominanti, ecc.).
    
    [Seconda fase: Suddivisione in scene/step]
    
    Aiutami a suddividere il concetto o la storia in una sequenza di scene o step, ciascuno da illustrare (es. “introduzione”, “problema”, “azione”, “risultato”, ecc.).
    
    Per ogni scena:
    
    Chiedimi una breve descrizione della situazione da rappresentare e se c’è una particolare emozione o atmosfera da trasmettere (calma, entusiasmo, tensione, ecc.).
    
    Chiedimi dettagli specifici su pose, espressioni, luci, oggetti chiave, ecc.
    
    [Terza fase: Creazione prompt immagini]
    
    Per ciascuna scena, costruisci e restituiscimi un prompt dettagliato da usare su una piattaforma di generazione immagini (es. DALL-E, Gemini, Midjourney, Stable Diffusion, ecc.), assicurandoti di mantenere stile, palette e personaggi coerenti.
    
    Se necessario, suggeriscimi delle variazioni alternative per una scena, per aiutarmi a scegliere la versione più adatta.
    
    [Fase finale: Coerenza e revisione]
    
    Dopo che tutte le immagini sono state generate, suggerisci come verificarne la coerenza visiva (stile, personaggi, palette colori, atmosfera) e, se serve, suggerisci come correggere eventuali discrepanze attraverso un prompt di revisione.
    
    [Fase opzionale finale: Feedback avanzato]
    
    Analizzare ulteriormente gli script per le immagini finali e suggeriscimi eventuali miglioramenti per massimizzarne l'impatto visivo, fornendomi prompt specifici per rifinire dettagli come illuminazione, colore, espressioni facciali e composizione della scena.
    
  • Mi sono lasciato prendere la mano

    Mi sono lasciato prendere la mano

    … e ora il mio libro parla quattro lingue, anzi cinque!

    Immagina di entrare in libreria e vedere il TUO libro… in cinque lingue diverse! Succede solo nei sogni? Invece è successo davvero!

    Lo ammetto: sono partito con un manuale su come fare domande all’Intelligenza Artificiale in italiano, ma poi ho pensato: “E se anche i miei amici spagnoli, francesi, inglesi (e pure tedeschi!) volessero capire come ottenere risposte migliori dalle AI?”
    Magari mi faccio un regalo… Festeggio il mio 60° compleanno!

    Risultato? Mi sono lasciato prendere la mano.

    Adesso, su Amazon, puoi trovare il mio libro in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco – tutte con la loro bellissima copertina (guardate la foto qui sopra, ne vado fierissimo!).

    Mi manca solo il mandarino semplificato, ma non tentatemi… 😂

    Se volete scoprire come parlare davvero con l’Intelligenza Artificiale (senza ricevere le solite risposte banali), fate un salto sulla pagina del libro qui sul mio blog.
    Qui si parla di futuro, di trucchi per smascherare i robot… e magari anche di come non fermarsi più con le traduzioni!


    Info sulle versioni del libro in lingua:

  • “Si investe solo sul software”: sul serio?

    “Si investe solo sul software”: sul serio?

    Sì, lo so cosa stai pensando quando pensi ad investire: “il software è veloce, è scalabile, costa poco e puoi farlo anche da un garage.”
    Hai ragione. Infatti, per anni mi sono sentito ripetere sempre le stesse frasi:
    “Perché non fai solo una piattaforma?”
    “Ma l’hardware non puoi evitarlo?”
    “Non ti stai complicando la vita?”

    Eppure, la verità è semplice:
    ci sono problemi che non si possono risolvere solo con una app: ci sono problemi per cui devi sporcarti le mani.

    Ciao, mi chiamo Aldo Prinzi e qualche anno fa ho deciso di costruire un dispositivo che portasse l’intelligenza artificiale là dove serve davvero: non solo nei grandi ospedali, ma anche nei piccoli ambulatori, nei poliambulatori di quartiere, negli studi dove si fanno diagnosi ogni giorno… e dove, troppo spesso, i dati restano su carta o su un CD.

    Così è nato MeRis.

    Un oggetto fisico. Non un’idea o un’app.
    Una scatola di tecnologia concreta, progettata per risolvere un problema e per stare nello studio medico, raccogliere dati in modo sicuro, anonimo, e renderli utili — al medico, al paziente, e all’intelligenza artificiale predittiva che sta cambiando la medicina.

    Ci ho messo anni, fatica… e soldi, ma adesso ho un prototipo funzionante.
    E sai una cosa? Non ho aspettato Sam Altman o Jony Ive.
    Loro oggi dicono che l’hardware è importante, io l’ho capito molto prima e, nel mio piccolo, l’ho già fatto.

    Se anche tu stai cercando di costruire qualcosa di reale, tangibile, non lasciare che ti scoraggino con la solita storia:
    “Meglio il software.”
    Certo, è più semplice, ma non sempre basta.
    Perché ci sono problemi reali, sotto gli occhi di tutti, che nessuno può risolvere solo con una app, a volte serve una scatola.


    Parola di Sam Altman

  • Mandarino semplificato?

    Mandarino semplificato?

    No, non c’entrano niente gli agrumi, parlo di flulù una applicazione di gestione dei link che vive e funziona in internet.

    E qualsiasi cosa viva e funzioni su internet è rischia di essere visto da chiunque abbia una connessione web, ovunque si trovi nel mondo.

    Non è chiaro a molti cosa questo implichi, ma è per questo motivo, che abbiamo deciso di rendere disponibile in flu.lu, dopo italiano, francese, tedesco, spagnolo e inglese, una interfaccia anche in mandarino semplificato, la lingua più parlata al mondo.

    Abbiamo così aperto così le porte a milioni di nuovi utenti e consentendo a chiunque, dalla Cina all’America Latina, di organizzare e condividere i propri link in modo semplice, veloce e intuitivo.

    Innovazione è progettare l’interfaccia non solo per essere chiara e semplice, ma anche pronta ad portarvi ovunque.

    Flulù offre un’esperienza fluida su ogni dispositivo, perché il web è davvero globale solo quando ognuno può sentirsi a casa, nella propria lingua.

  • Universal prompt

    Universal prompt

    I social sono ormai invasi da raccolte che promettono “il prompt perfetto” – quasi sempre uno solo, e solo in cambio di un commento, una mail o l’iscrizione a una newsletter. L’hai notato anche tu?

    Sembra di essere tornati ai tempi in cui la conoscenza era un privilegio da scambiare e non da condividere liberamente e. Nel solco del mio stile, preferisco fare diversamente.

    Nel mio manuale (scaricabile gratis, senza richieste strane qui), non ho voluto inserire semplici elenchi di prompt “preconfezionati”, principalmente perchè credo sia necessario insegnare a costruire i propri prompt personalizzati, partendo dai principi e dalle tecniche che ti mettono davvero in controllo dell’AI. I prompt specifici.

    Quelli che creo su stimolo delle domande (o per i fatti miei) poi li pubblico direttamente sul blog, sempre disponibili senza richieste strane a chi vuole sperimentare davvero.

    Oggi presento un prompt che alza l’asticella: uno di quelli che aiuta a generare i prompt. Sì, hai capito bene: uno strumento universale per chi vuole risultati su misura, in ogni campo.

    Il risultato probabilmente non sarà immediatamente usabile per fornire un risultato soddisfacente, ma se segui le indicazioni del mio manuale sarai in grado di costruire quello perfetto per te partendo da uno di quelli che verranno generati.

    Se vorrai lasciarmi un feedback, o condividere questo post ne sarò felice, ma ciò che mi preme di più è che questa conoscenza circoli liberamente: condividila senza limitazioni come faccio io. Grazie.

    Universal prompt:

    Esegui questa procedura a step, se devi chiedermi qualcosa fallo e passa allo step successivo solo dopo la mia risposta, se non ci sono domande da farmi chiedimi se voglio fare qualche cambiamento prima di andare avanti. 
    
    Iniziamo!:
    
    Step 1: Chiedimi a quale settore sono interessato.
    
    Step 2: Chiedimi in quale area specifica di quel settore desidero creare dei prompt. Suggerisci esempi concreti di aree rilevanti per il settore scelto.
    
    Step 3: chiedimi il tono e lo stile che vorrei ottenere dai prompt che dovrai generare
    
    Step 4: Ora assumi il ruolo di esperto di prompt engineering specializzato proprio nell’ambito che ti ho indicato, con profonda conoscenza delle sfide operative e delle migliori pratiche di progettazione dei prompt. Il tuo compito è sviluppare una raccolta di prompt universali, modulari e facilmente personalizzabili, destinati a professionisti e creativi del settore, per ottenere output efficaci e affidabili da un modello AI.
    Produci almeno 8 prompt suddivisi per categoria d’uso e presta la massima attenzione alla correttezza dei riferimenti e alla pertinenza delle istruzioni: verifica due volte dati e fonti per evitare errori o allucinazioni.
    I prompt proposti devono:
    a. Essere chiari, adattabili e con segnaposto espliciti.
    b. Coprire diverse finalità pratiche (ad esempio: brainstorming, analisi, generazione di contenuti, revisione, automazione).
    c. Includere istruzioni precise su tono, stile e formato di output richiesto.
    d. Non devono essere generici, ma orientati a un utilizzo concreto, produttivo e professionale.
    e. non devono essere specitici per il tuo preciso ambito di elaborazione, ma usabili su qualsiasi chatbot ai (grock, chatGPT, DeepSeek, Claude, Gemini; ecc.)
    f. l'output deve essere sempre formattato, nel modo più consono all'ambito per cui il prompt è stato creato
    
    Step 5: Rileggi criticamente i prompt che hai generato e seleziona i 4 migliori secondo utilità, chiarezza e adattabilità assicurandoti che il prompt sia realmente utilizzabile anche da utenti principianti e che la spiegazione sia comprensibile anche ai neofiti.
    
    Step 6: Presenta il siultato in risposta con la seguente struttura:
    a. Titolo
    b. indicazioni: scrivi 25/30 parole per spiegare a cosa serve
    c. istruzioni: scrivi 40/50 parole almeno di istruzioni su come usare il prompt e il suo risultato
    d. testo: indica il prompt specifico
  • L’innovazione in Italia

    L’innovazione in Italia

    Le intelligenze artificiali sono una innovazione e, come tale, sono usate per:

    1) dare la colpa dei propri problemi;

    2) immaginare un futuro cupo e pieno di mostri;

    3) promuovere expertise esistente solo su carta;

    e

    4) infine, nel loro giusto modo.

    È sempre stato così, in questa settimana è morto Nichi Grauso, innovatore, precursore, colui grazie alla quale l’Italia scoprì l’esistenza di un coso chiamato “internet” e giocoforza sono riaffiorati i ricordi di allora: se ne parlò subito come di una roba pericolosa e (non c’erano ancora i complotristi [errore voluto]) ad ascoltare sentire i giornalisti di allora, oggi saremmo dovuti essere degli individui abbrutiti, collegati a un PC per poter sopravvivere nei nostri bui loculi, senza alcun altro modo di comunicare tra noi.

    La realtà è ovviamente diversa.

    Faccio un esempio? Grazie alla mia _quarantennale_ esperienza nello scrivere software (e beh!), flulú, il sistema di l’accorciamento dei link più più più più più più smart dell’intera concorrenza mondiale, adesso è usabile anche in mandarino semplificato.

    E ci sono volute solo un paio d’ore.

    Come si fa? L’ho spiegato nel mio manuale